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Motivi aggiunti

Giustizia amministrativa Enti locali

Ammissibilità di motivi aggiunti proposti avverso provvedimenti connessi soltanto soggettivamente e non oggettivamente. Obbligo di astensione degli amministratori locali nel caso di votazione di delibere di approvazione di strumenti urbanistici
Cons. St., Sez. 4, Sentenza 4 giugno 2013, n. 03071

Principio

1. Ammissibilità di motivi aggiunti proposti avverso provvedimenti connessi soltanto soggettivamente e non oggettivamente. 
1.1. In merito alla natura dell’istituto dei motivi aggiunti, specie dopo l'entrata in vigore del codice del processo amministrativo, che ora impone la proposizione di motivi aggiunti ove si intendano impugnare atti nuovi o consequenziali a quello opposto col ricorso introduttivo, si va affermando la considerazione dell’autonomia dei singoli giudizi, quali autonomi ricorsi occasionalmente congiunti in una sorta di connessione ex lege, atteso che vige anche in materia di motivi aggiunti (intesi come impugnazione di atti sopravvenuti) il principio dell'equivalenza delle forme e della conversione/conservazione degli atti processuali, di tal che si ritiene comunemente che se i nuovi atti vengono impugnati non mediante motivi aggiunti, bensì mediante un ricorso separato, non si determina alcuna inammissibilità ma vi è semmai la facoltà (se non il dovere) di procedere alla riunione d'ufficio; così come nell'ipotesi inversa (proposizione di motivi aggiunti laddove si doveva proporre un ricorso separato) si potrà (o dovrà) procedere d'ufficio alla separazione dei processi (si veda Consiglio di Stato, sez. III, 17 agosto 2011 n. 4792).
1.2. È quindi ammissibile il gravame proposto mediante motivi aggiunti di provvedimenti, pur adottati in pendenza del ricorso fra le stesse parti, che non siano però connessi all'oggetto del ricorso introduttivo.

2. Obbligo di astensione degli amministratori locali nel caso di votazione di delibere di approvazione di strumenti urbanistici.
2.1. L'obbligo di astensione di cui all'art. 78 TUEL non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici tra cui va annoverato anche piano integrato d'intervento di cui alla L.R. Lombardia n. 12/2005. 
2.2. Ricade sul ricorrente che denunci la violazione dell'art. 78 TUEL dimostrare che il voto espresso dall’amministratore in conflitto di interessi sia stato decisivo per l'approvazione del provvedimento impugnato, poiché altrimenti la doglianza non supera la necessaria prova di resistenza.

Cons. St., Sez. 4, 4 giugno 2013, n. 03071
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