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La presenza del difensore in udienza: fictio iuris

Professione forense Giustizia amministrativa

Sulla presenza dell’avvocato in udienza
C.G.A., Sez. 1, Ordinanza ORDINANZA COLLEGIALE 18 June 2021, ord. n. 00562

Premassima

Ai sensi dell’art. 4, comma 1, d.l. n. 28 del 2020, il mancato deposito delle note di udienza o della richiesta di passaggio in decisone, esclude qualsivoglia possibilità di ritenere i difensori della parte presenti in giudizio, poiché non è possibile comparare la memoria di costituzione in giudizio alle note di udienza e alla richiesta di passaggio in decisione.

Principio

Il Consesso, nel riscontrare l’impossibilità di una interpretazione analogica, adduce tre motivazioni. In primo luogo, la fictio iuris della presenza in udienza rappresenta un istituto di carattere eccezionale, ragion per cui ne può discendere solo ed esclusivamente dagli atti tipici a tal fine previsti: le note di udienza e l’istanza di passaggio in decisione. In secondo luogo, l’istituto de quo non può desumersi da istanze di parte atipiche e non correttamente qualificate: nella fattispecie, la memoria di costituzione si limita ad affermare la presenza in udienza per mezzo della memoria stessa, decretando di fatto una equiparazione non prevista da alcuna disposizione di legge. Infine, il processo telematico combinato con l’assenza di una udienza fisica richiede che le parti rispettino il principio di chiarezza tale da rendere espresse e univoche le proprie scelte processuali, pertanto sono la segreteria e i magistrati a statuire se le parti devono per fictio iuris essere considerate presenti in udienza, attraverso atti tipizzati.

C.G.A., Sez. 1, 18 June 2021, ord. n. 00562
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